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Esu
ESU PARLA SULLA RELIGIONE E SULLO SCONTRO EMOTIVO
04 giugno 2008
By Jess Antony 2 Giugno 2008
(Sito: Abundanthope.net - Traduzione: Lina Capettini )
Jess – Esu, chiedo informazioni questa sera. Chiedo commenti sulla religione e qual è il problema alla radice. Chiedo una spiegazione sui cambiamenti che la stasi porterà con la sua pulizia. Quanto, la consapevolezza e le alte vibrazioni energetiche influenzeranno l’attuale modo di pensare e le attitudini che portano ad argomentare? La mia impressione è che la gente sarà più allineata e le piccole questioni che oggi ci affliggono saranno superate. Giusto?
Esu – Jess, parlerò brevemente di questi temi.
L’effetto della stasi sarà di pulire e rimuovere i modelli vibrazionali disarmonici. Questa è la sincronia delle diverse frequenze vibrazionali. Avrà vari effetti sugli abitanti residui. Molti saranno rimossi, altri “appassiranno” nel senso che la struttura del loro corpo non sarà più capace di adattarsi al nuovo regime vibrazionale. Hai ragione quando dici che ci sarà più unità e più comprensione dei compromessi e tolleranza. L’evidenza sarà chiaramente reale e visibile. Questo esempio genererà maggior inversione di pensiero di ogni altro fattore.
Non mi aspetto che i diversi modi di pensare siano tutti risolti e si arrivi ad una comprensione, ma mi aspetto che molte delle banalità, come tu descrivi, non serviranno più a nessun scopo. La gente vedrà una prospettiva aperta che supporterà nuove attitudini.
Il mio ruolo sarà quello di rendere possibile alle tradizioni religiose di considerarsi reciprocamente come ugualmente praticabili. Nessuna di queste attuali guerre o elitarismi. Nessun credo è più corretto di un altro. Tutti sono espressioni del pensiero dell’uomo e reazioni alle sue circostanze. La religione diventa la soluzione per le ingiustizie politiche. Il potere è creato lontano dalla composizione fisica sociale. Il potere viene etichettato moralmente giustificato perché sembra reso necessario dalle strutture di credenze accettate. Il peccato, in questa situazione, è non accettare il dogma.
Peccato è, in effetti, una parola problematica da usare, ma riveste un’importanza che non rappresenta il suo suggerimento critico. Peccare è ignorare volutamente la guida di altri più pienamente investiti della luce del Creatore e mettersi a lavorare coscientemente contro ciò.
Questo è sufficiente per ora.
Esu
3 giugno 2008
Jess – Esu, chiedo di continuare questi commenti. Chiedo anche riguardo al confronto ed al rapporto con gli altri nei disaccordi emotivi.
Esu – Jess, voglio continuare questa conversazione, unilateralmente, come potrebbe sembrare. I tuoi commenti e le tue domande non sono pronunciate, ma sono lì ed io le soddisferò nel formulare le mie risposte.
Il mio ruolo dopo la stasi sarà di presentare l’unità che sta al centro di tutti i credo religiosi. C’è una verità e tutti dovranno arrivare ad accettarla. Non ci possono essere alternative in termini di legge ed intento Universale. La storia del mio ruolo è raccontata in molti modi diversi ed io avrò i riflessi di molte aspettative. Questo farà parte del mio servizio alla Terra in questa seconda volta. Sono venuto per essere un rappresentante dell’idea della creazione del Creatore in forma visibile. Io rappresenterò la manifestazione del logos e guiderò gli abitanti della Terra al livello di consapevolezza che condurrà alla prossima fase di ascensione necessaria per accedere ad una dimensione più alta di Luce e Vita.
La mia persona pubblica prenderà la forma delle aspettative della gente. Io mi presenterò come loro si aspettano di vedermi. Agirò e parlerò come loro hanno previsto. Comunque, caratterizzerò questa aspettativa con la chiara verità della realtà dell’Universo di Christ Michael e del posto della Terra in questo disegno. La Terra avrà una specie di Seconda Venuta, ma sarà una comparsa informata, con vero insegnamento e chiara guida.
Ora parlerò degli argomenti che mi hai proposto. Ognuno è condizionato ad avere risposte emozionali a situazioni che urtano contro le loro preconcette aree di benessere. Questa reazione immediata agisce in conflitto con il discernimento ragionato e l’interazione esaminata. Troppo spesso le risposte emozionali non sono considerate a totale beneficio della persona. Esse impegnano una persona in un percorso di azioni difensive che spesso non sono necessarie.
Una volta che la risposta è generata, tuttavia, il conflitto incipiente diventa energizzato ed il dialogo emotivo inizia. Questo spesso non è per il meglio in termini di consapevolezza e crescita personale. Almeno non lo è per l’indubbio percorso di auto determinazione. Il conflitto crea un blocco che poi deve essere risolto. Una volta che è creato esso diventa la realtà della persona, e la soluzione di questa realtà diventa il passo successivo nel progredire della vita. Uno non è giudicato migliore di un altro, solo più e meno complicati. Le lezioni possono essere imparate in entrambi i modi, ed è una decisione individuale che essi scelgono di perseguire.
E’ una loro decisione con quale realtà si vogliono connettere. Imparare da una situazione crea un livello di connessione che deve essere risolto. La loro scelta allora diventa quanto più vogliono investire nel processo di risoluzione. Più uno interagisce, più complicata diventa la situazione.
Di nuovo, questo non viene giudicato, solo osservato e supportato nella misura in cui voi chiedete di esserlo. Ciascuna decisione è un’opportunità per Christ Michael di imparare e sperimentare questa particolare situazione attraverso di voi. Ogni personalità è distinta ed unica, e la reazione che una persona ha ad una particolare situazione è un legame unico con quel nesso di energia che esplora quella particolare realtà. Egli usa ciascuna persona come sua estensione per creare la sua esperienza. Esse sono sue e le loro reazioni sono le sue.
Non è rilevante che uno vinca o perda un conflitto o un’interazione. E’ importante che assuma la piena responsabilità per le proprie azioni nella situazione, qualsiasi sia il risultato. L’estensione della responsabilità che uno prende su di sé determina la natura delle sue azioni e la risposta in ogni data situazione. La scelta per l’azione determina quale sarà il risultato. Questo deve essere accettato, per accettare la piena responsabilità. Una persona non deve scaricare la responsabilità o cercare scappatoie per una situazione che ha permesso che gli accadesse. Deve sempre scegliere di comportarsi nel suo migliore interesse valutando le opzioni che si presentano.
Penso sia sufficiente per questa sera. Puoi elaborarlo e pubblicarlo se vuoi.
Esu