La corrente elettrica. - La nuova umanità

Vai ai contenuti

Menu principale:

La corrente elettrica.

Ben Boux
 




La corrente elettrica.


Questo saggio è la prefazione dello studio del generatore Magrav presentato dalla Fondazione Keshe. Per analizzare il funzionamento di questo generatore occorre cambiare in modo radicale le concezioni sin qui accettate sulla natura sia della materia che delle interazioni delle energie elettriche. Attraverso la seguente nuova impostazione delle proprietà dell'energia elettrica in generale, il meccanismo del funzionamento di tale generatore diviene chiaro e comprensibile. Non è possibile invece trovare una soddisfacente spiegazione utilizzando le attualmente conosciute erronee proprietà e leggi della fisica.


In questo saggio mi prefiggo di trovare un modello che descriva cosa sia la corrente elettrica, e vorrei che fosse chiaro che tutto quanto viene descritto deriva da una possibile interpretazione dei principi che sono alla base del modello di atomo risonante, descritti per la prima volta da Walter Russel. Iniziamo esaminando brevemente quello che viene definito il quarto stato della materia, il plasma.

https://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Russell

Walter Russell (Boston, 19 maggio 1871 – Swannanoa, 19 maggio 1963) è stato un artista e filosofo statunitense. Personaggio poliedrico, attivo come pittore, scultore, architetto, e per la sua teoria unificata nella fisica e nella cosmogonia. Russell affermava di essere stato illuminato da Dio, un'esperienza che durò 39 giorni nel maggio-giugno del 1921, in seguito alla quale gli sarebbe stato rivelato il segreto della creazione consentendogli una comprensione completa della legge naturale.


Il plasma.


https://it.wikipedia.org/wiki/Plasma_(fisica)

In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è cioè nulla). In quanto tale, il plasma è considerato come il quarto stato della materia, che si distingue quindi dal solido, il liquido e l'aeriforme, mentre il termine "ionizzato" indica che una frazione significativamente grande di elettroni è stata strappata dai rispettivi atomi.


Questa definizione è tuttavia impropria perché il solido, il liquido ed l'aeriforme sono la stessa cosa, la materia è sempre quella, mentre il plasma non è più materia in senso stretto e, aggiungiamo noi, esiste il quinto stato
che è una ulteriore trasformazione della materia che, passando attraverso lo stato di plasma, diventa energia pura.

Per procedere con l'analisi del comportamento dell'elettricità in generale è necessario iniziare con l'atomo. L'atomo è composto da un insieme di “quid” (in mancanza dello specifico termine) dotati di un valore di “energia”, una delle loro proprie grandezze dimensionali, che essendo confinato in un ben definito spazio a causa della pressione del “vuoto”, risuona, ovvero percorre tutti gli spazi possibili all' interno del suo proprio confinamento.

La carica interna è in equilibrio con il confine dell'atomo, ma se tale confine viene aperto leggermente o eliminato del tutto, i “quid” che posseggono questo valore energetico diventano liberi di vagare tutto intorno. L'apertura del confinamento può avvenire dietro vari tipi di condizioni, come il mutare dei valori che caratterizzano l'ambiente circostante, “pressione energetica”, variazione dei valori dimensionali dei “quid” circostanti, o altro. Questo concetto può presupporre l'annichilamento dell'atomo, ed in tal caso si ha la “fusione” atomica, ma nei casi più comuni si tratta di una piccola fessura, dove solo un piccola parte di energia si libera dall'atomo stesso, che, quindi, trasmuta in una versione meno energetica, sino, al limite, a cambiarsi in un altro elemento, passando attraverso quelli che sono chiamati isotopi.

Il plasma è quindi composto da quei “quid” che si sono liberati dalla stretta del confinamento dell'atomo e che vagano tutto intorno. Questi “quid” energetici possono anche ritornare all'interno dell'atomo, ricostruendo quindi la sua propria carica energetica, o possono essere rimpiazzati, con un esito simile, da altre cariche energetiche generate per altra via.

I tradizionali generatori di corrente elettrica fanno appunto questo, estraggono dall'atomo una certa carica e la pressione determinata dal movimento delle parti del generatore in rotazione ripristinano la carica estratta. Questo avviene grazie all' interazione con dei campi magnetici generati da magneti permanenti o da solenoidi. Non è tuttavia questa la sede per un ulteriore approfondimento.

La corrente elettrica, definizioni attuali.


https://it.wikipedia.org/wiki/Elettricit%C3%A0

La carica elettrica è una di quelle entità che può essere misurata ed utilizzata, ma non può essere definita in termini facilmente comprensibili, perché, come per lo spazio, il tempo e la massa, non è facile darne una esauriente definizione. Forse il modo migliore di definirla è di osservarne gli effetti. Un oggetto dotato di una carica elettrica esercita una forza a una certa distanza su un altro oggetto avente una carica elettrica. Contrariamente alla forza di gravità, la quale fa sì che un oggetto ne attragga un altro, gli oggetti con una carica elettrica possono sia attrarsi sia respingersi l'un l'altro. Inoltre, la gravità è in rapporto diretto con la massa degli oggetti in questione, mentre la carica elettrica e la massa non sono in rapporto quando gli oggetti sono immobili.


Da quanto sopra si ricava che la corrente elettrica si usa, ma non la si conosce. Le convinzioni generali sono confuse ed il riferimento alla massa è di certo un riparo concettuale in quanto la massa stessa non esiste, è solo un'astrazione matematica, come lo sono, d'altra parte, le varie particelle che dovrebbero costituire l'atomo.

Cos'è la corrente elettrica? La risposta che si basa sulla concezione dell'atomo risonate è semplice. E' un ulteriore stato della materia, secondo la corrente definizione del plasma. Una semplice dimostrazione che la corrente elettrica diventa materia (ed è quindi vero anche che la materia diventa corrente elettrica) si ottiene sovraccaricando di corrente elettrica una lampadina con il filamento di tungsteno il quale trasmuta in neon, i cui atomi vengono ad incorporare, appunto, la corrente elettrica immessa.

I generatori di energia elettrica sono in realtà dei trasformatori di energia, cioè trasformano l'energia, ad esempio meccanica, in energia elettrica, passando attraverso lo sbilanciamento dell'equilibrio degli atomi che compongono i meccanismi stessi. E' principalmente il campo elettromagnetico ad operare questo sbilanciamento, con la fuoriuscita dagli atomi di una parte di energia. Ma lo stesso campo magnetico ricostruisce poi la parte mancante trasformando la “pressione” del movimento meccanico, che altro non è se non forza di gravità, in aumento dell'energia interna dell'atomo, sino a ripristinarne l'equilibrio.

Altri procedimenti, invece, possono lasciare l'atomo leggermente trasformato, sino ad non essere più in grado di reagire: congegni che funzionano solo per breve tempo, o più semplicemente reazioni chimiche, tipo la combustione dell'ossigeno, oppure il fatto che alcuni catalizzatori, come il nikel, dopo un certo tempo non agiscono più, vengono definiti “avvelenati”.

L'energia elettrica è sempre generata dalla materia, perché è parte di essa, Non è, come la scienza attuale definisce, un campo di qualche tipo a generarla, è un oggetto, e le equazioni di campo di Maxwell pur quasi essendo in grado di descrivere ciò che avviene, partono dal presupposto che siano i “campi” ad originare i fenomeni, mentre in realtà essi sono solo il tramite, un passaggio intermedio. Va notato che Maxwell, per giustificare il proprio lavoro, ammetteva il principio di uno spazio non “vuoto”, come noi infatti stiamo presentando, mentre la scienza attuale lo ignora, lo esclude, perché tale principio non è compatibile con le attuali errate, ma sostenute strenuamente, concezioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/James_Clerk_Maxwell

James Clerk Maxwell (Edimburgo, 13 giugno 1831 – Cambridge, 5 novembre 1879) è stato un matematico e fisico scozzese.

Elaborò la prima teoria moderna dell'elettromagnetismo, raggruppando in un'unica teoria tutte le precedenti osservazioni, esperimenti ed equazioni non correlate di questa branca della fisica.

Le equazioni di Maxwell dimostrano che l'elettricità, il magnetismo e la luce sono tutte manifestazioni del medesimo fenomeno: il campo elettromagnetico. Da questo momento in poi tutte le altre leggi ed equazioni classiche di queste discipline verranno ricondotte a casi semplificati delle quattro equazioni fondamentali. Il lavoro di Maxwell è stato definito la «seconda grande unificazione della fisica», dopo quella operata da Isaac Newton.


Maxwell dimostrò che il campo elettrico e magnetico si propagano attraverso lo spazio sotto forma di onde alla velocità costante della luce. Nel 1864 scrisse "A Dynamical Theory of the Electromagnetic Field" dove per la prima volta propose che la natura ondulatoria della luce fosse la causa dei fenomeni elettrici e magnetici. Il suo lavoro nella redazione di un modello unificato per l'elettromagnetismo è considerato uno dei più grandi risultati della fisica del XIX secolo. Tuttavia, egli rimase ancora legato alla teoria classica – ora abbandonata – della propagazione della luce attraverso l'etere luminifero, un mezzo ineffabile e sfuggente ad ogni misurazione sperimentale che avrebbe permeato lo spazio vuoto.


Chiarimento.


Vorrei far notare come le attuali conoscenze della scienza che prescindono dall'esistenza di uno spazio vuoto formato di una qualche “sostanza” si scontrano verso, e non spiegano, molti fenomeni, come la propagazione delle onde elettromagnetiche nel vuoto. E' stata creata la teoria delle particelle “fotoni” per giustificare tale realtà, ma nessuno spiega se le onde a frequenza più bassa della luce sono anche esse particelle. Se così fosse le onde radio alla fine consumerebbero in qualche modo i materiali che le emettono, se fossero particelle, Ma se non fosse così queste particelle, materia quindi, si creerebbe dalle onde stesse? La scienza è confusa.

Inoltre la descrizione di cui sopra dice che il campo elettrico ed il campo magnetico si propagano. Non è vero. Il campo elettrico e quello magnetico sono la stessa cosa e sono statici, la loro variazione riguarda esclusivamente l'intensità, è la corrente elettrica a propagarsi, ed anche l'onda generata dalla variazione del campo si propaga, nel mezzo, appunto, entro cui scorre. La propagazione non è un movimento, è come le onde sull'acqua, si propagano, ma l'acqua oscilla solamente in alto e in basso e non si muove in avanti.

Come si genera la corrente elettrica.


Ora vediamo come si forma e come agisce la corrente elettrica. E' più agevole considerare la corrente elettrica alternata, in quanto in tale modo si possono cogliere le varie peculiarità del fenomeno.

La corrente elettrica si forma quando un elemento esterno costringe il plasma, composto di cariche energetiche che si muovono in modo casuale tutto intorno, ad assumere una disposizione ordinata.

Data la natura delle cariche che fluttuano in modo caotico, la cui dimensione unitaria sarà in seguito ciò che chiamiamo corrente, uno stimolo, come un campo elettrico o di altra natura, imprime loro una qualche direzione.

Il plasma si forma ogni volta che l'equilibrio dell'atomo viene perturbato, esso è una parte dell'energia dell'atomo che se ne distacca temporaneamente, disponendosi attorno all'atomo stesso. Al limite l'intero atomo si apre e diventa plasma.

Le cariche vengono quindi ad essere soggette ad un qualche vettore di allineamento, che, date le peculiari caratteristiche della struttura dello spazio che le contiene, formeranno una configurazione ordinata raggruppandosi in coppie e ruotando ogni coppia attorno ad un asse comune.

In pratica queste cariche sono del tutto simili agli atomi stessi e quindi il vuoto (nel senso della spazio vuoto tra gli atomi) le contiene, e queste assumono un valore neutro, come polarità. Ma le forze di attrazione e repulsione di gravità agiscono su di esse e pertanto a riposo le cariche si dispongono allontanandosi tra loro sino a formare una “nuvola” (tipica manifestazione del plasma). All'insorgere di una perturbazione esterna e, data la presenza di altre cariche che contrastato il loro movimento lungo la direzione perturbante, queste iniziano a ruotare in coppie, in quanto questa è la configurazione più stabile che permetta ad esse di risuonare nello spazio di contenimento. (Lo stesso meccanismo della formazione dei vortici).

Vedere l'appendice 1 sui fulmini globulari.

Si forma quindi un legame, come un cordone, e se la cariche si allontanano tra loro, la loro dimensione si riduce. Quindi la tensione: distanza, aumenta e la corrente: spessore, si riduce. Ma la quantità di elettricità rimane costante.
Per concettualizzare cosa sia la corrente elettrica, provate ad immaginare che le cariche che la compongono siano come un ombrello. A riposo l'ombrello è chiuso, inattivo. Ma se viene un po' di vento, che provenga dalla parte dove c'è il manico, questo si muove in avanti e si apre tanto più quanto sia grande la velocità. Se tale ombrello incontra un ostacolo, dove ci sia un passaggio, un buco, automaticamente si chiuderà quel tanto da poter passare.

La quantità di carica è la grandezza dell'ombrello, il vento è la velocità della luce. La corrente è come si distende la tela dell' ombrello, sottile quando è aperto, spessa quando è chiuso, la tensione è il diametro che raggiunge l' ombrello aprendosi. Il carico, rappresentato dal passaggio nel foro, modifica il rapporto tra spessore della tela e diametro, cioè tra tensione e corrente in modo istantaneo, mentre la quantità di carica, rimane costante.

Infine la rotazione dell'ombrello attorno al manico è lo “spin”, cioè la polarità della corrente, che vedremo più avanti.

Definizioni.


La corrente elettrica alternata non va avanti per metà tempo e poi indietro per l'altra metà. Va sempre avanti, ma la sua natura cambia, non da positivo a negativo, ma da un modo ad un altro modo, sempre nello stesso senso.

Ci sono dispositivi in grado di generare corrente di un modo ed altri dell'altro modo, ad esempio le giunzioni tra metalli o le pile. Ci sono dispositivi che ostacolano il passaggio della corrente di un modo, ma non dell'altro, come giunzioni semiconduttori o catodi ad emissione nel vuoto.

Il modo più semplice di convertire il modo da uno all'altro è di cambiare il senso di accoppiamento tra due avvolgimenti induttivi, ad esempio con un trasformatore.

Allora cosa è a caratterizzare questa polarità?

E' la direzione, il senso, della rotazione della coppia di cariche elettriche che ruotano attorno ad un punto centrale, lungo il loro percorso, nel movimento attraverso il “vuoto”, attorno agli elementi conduttori, dal generatore al carico.

La corrente è la quantità di cariche che si stanno muovendo, la tensione è la distanza tra le cariche rispetto al punto centrale della coppia che ruota.

Senza un carico presente tale distanza si allarga tendendo all' infinito, come nei fulmini, il carico, consumando la corrente, ovvero le cariche che stanno viaggiando, provoca l'istantaneo riavvicinamento delle due parti della coppia sino al valore che corrisponde alla potenza utilizzata.

Come succede nel ciclo di carica e scarica di un elemento reattivo tipo induttanza o condensatore.

Esame di un generatore di corrente elettrica alternata.


Studiamo ora un semplice generatore di corrente alternata. Un amplificatore audio del tipo “push-pull”. Si tratta di un apparato che, per lo stadio finale di potenza, è costituito da un trasformatore elettrico avente come primario un avvolgimento con una presa centrale e come secondario un avvolgimento unico, collegato al carico, usualmente un altoparlante, ma nel nostro caso consideriamo una semplice resistenza elettrica. La descrizione seguente è valida  anche per un convertitore da corrente continua, ad esempio 12-24 volt, a corrente alternata, ad esempio 220 volt. Oggi si usano metodi più efficienti, ma poco tempo fa era questo il modo tipico di funzionamento di tali convertitori.

Ai capi delle due metà del primario vi sono due dispositivi che hanno la proprietà di variare la propria resistenza, ovvero l'afflusso di corrente verso il trasformatore, che è una induttanza. Tali dispositivi posso essere transistor, tubi termoionici, o altro.

Il capo centrale del primario è collegato ad una fonte di corrente elettrica positiva (termine convenzionale). I due dispositivi vengono attivati, pilotatati, alternativamente, prima uno poi l'altro, e la loro azione consiste, per ciascuno, di far assorbire alla propria metà del primario una corrente che da zero sale fino ad un certo valore, poi discende sino a zero, per rimanere a zero per il tempo in cui l'altra parte del primario esegue una azione simmetrica.

Ora, se misuriamo la potenza assorbita dal circuito constatiamo che tale valore è sempre positivo e riflette l'andamento nel tempo della corrente alternata che stiamo producendo, mentre la tensione, il voltaggio, che appare ai capi del primario è sempre positiva e varia dal valore vicino allo zero al valore della tensione di alimentazione sommato al valore riflesso dall'altra parte del primario.

L'azione dei dispositivi di controllo agisce nell'abbassare la tensione al proprio lato del primario, consistendo nel caricamento verso il trasformatore delle cariche elettriche che vengono riversate verso il carico. Questo valore è decrescente dal valore della tensione di alimentazione sino a verso lo zero, ma è sempre positivo.
Ognuno dei dispositivi di controllo carica l' induttanza per la propria parte.

Ora, misuriamo la tensione e la potenza dissipata nel carico. Vedremo che la tensione, con gli attuali correnti sistemi di misura, è per un periodo positiva e per il seguente negativa, ma la potenza è sempre positiva. E la corrente? Per la corrente la misura è indiretta, si basa sulla legge di Ohm e quindi viene dichiarata negativa quando la tensione viene misurata come negativa. Quindi va tutto bene?

Non si direbbe, una corrente negativa significa che proviene dal carico, perché quella positiva proviene dal generatore, non esistono altre possibilità tipo: prendiamo in prestito tale valore dall'universo negativo virtuale e poi lo restituiamo dopo, artificio che usano spesso i fisici che studiano l'atomo, per giustificare le proprie teorie. Universo negativo? È come dire tempo negativo, ecc. Ma come è possibile che il carico fornisca della corrente quando abbiamo constatato che esso dissipa l'energia durante entrambi i cicli di tensione positiva e negativa?

Allora è necessario rivedere i concetti di tensione e corrente. Per superare la contraddizione che per mantenere costante la potenza al variare della polarità della tensione sia necessario usare un artificio matematico, che non riflette la realtà del fenomeno.

D'altra parte la scienza ricorre spesso a semplificazioni arbitrarie per sistemare le cose, senza avere lo scrupolo di approfondire. Anche per le cose più comuni, come la divisione matematica con decimali dopo la virgola: una mera approssimazione.

La matematica è un linguaggio descrittivo, e il più delle volte rappresenta solo una parte dei fenomeni che descrive. E' un grosso errore usare la matematica per dimostrare teoremi, in quanto si può dimostrare praticamente tutto con questo mezzo, salvo la verità della teoria stessa.

Ad esempio secondo le attuali definizioni se in un conduttore, o in una induttanza, generiamo due campi elettrici (o magnetici secondo la dizione corrente) di polarità opposta, questi si elidono. Non è vero, essi permangono ed agiscono ciascuno per suo conto, e questa situazione è alla base di diversi comportamenti ignorati dalla scienza, ma che permetterebbero nuove e straordinarie applicazioni, come ad esempio la conversione diretta tra materia ed energia elettrica, la “free energy”.


Una corretta descrizione della proprietà della corrente alternata sarebbe tensione e corrente come valori sempre positivi, e “spin” che cambia continuamente in conformità alla frequenza della corrente alternata. D'altronde nel mondo dei bit, cioè nella tecnica digitale, la corrente alternata è stata sino dalle origini di tale scienza rappresentata con valori sempre positivi preceduti dall'indice dello “spin”, o segno.

Ma questo costringe a rivedere tutte le formule sin qui usate, compito davvero difficile.... oggi come oggi.

Quando un conduttore è percorso da una corrente elettrica viene generato un flusso magnetico. La parola flusso è fuorviante, in quanto darebbe l'idea di un qualcosa che scorre, in realtà tale flusso è statico, non si muove. Il senso di scorrimento della corrente elettrica determina la polarità del flusso magnetico che, essendo statico, non può indicare la propria polarità attraverso il senso di scorrimento, come viene ritenuto correntemente. Quindi anche il flusso magnetico è dotato di un attributo tipo lo “spin” di cui sopra, che ne definisce la polarità, relativa al senso di scorrimento della corrente elettrica.

La relazione che intercorre tra il flusso magnetico e la creazione conseguente di energia elettrica avviene con la variazione del flusso stesso. E' la variazione del flusso a creare le cariche elettriche. Da come abbiamo visto sopra le cariche elettriche sono sempre positive, quindi è lo “spin” del flusso magnetico a determinare la polarità della corrente elettrica, cioè il suo “spin”, come abbiamo visto prima.

Nell'appendice 2 viene descritto come operano l'induttanza, il trasformatore elettrico ed il condensatore elettrico.

Quindi si può facilmente vedere come nel primario si formano alternativamente due flussi magnetici variabili ciascuno con la stessa polarità, ma essendo le due parti del primario all'opposto l'una all'altra i due flussi generati avranno, rispetto al secondario, due flussi che alternativamente presentano il proprio “spin” all'opposto, proprio perché il senso di scorrimento della corrente elettrica avviene con due direzioni opposte, nello stesso avvolgimento.

La corrente alternata presente sul secondario sarà perciò dotata di uno “spin” equivalente alla metà del primario in azione al momento, e cambierà di modo ad ogni semi ciclo.

Questo è come sia possibile trasformare una semi onda da “negativa” a “positiva” mediante un trasformatore.

Il radiocomando di una automobilina per bambini (e non).


Esaminiamo ora un comunissimo giocattolo, una automobilina radio comandata.
Questo giocattolo si compone di un trasmettitore, di un ricevitore e della macchinina stessa con i suoi organi di movimento. I comandi che vengono trasmessi, nella loro forma più semplice, sono avanti, indietro, svolta a destra o a sinistra.

Il trasmettitore si incarica di, appunto, trasmettere tali comandi ed usualmente utilizza la semplice codifica di: attiva la trasmissione della “portante” seguita da in intervallo per la prossima trasmissione, la sequenza di intervalli e la loro durata fornisce al ricevitore l'informazione per il comando da attuare.

Ogni sistema di comunicazione radio usa tecniche simili, dalle più semplici alle modulazioni in quadratura multifase e multilivello. Si tratta appunto di tecniche di manipolazione dell'emissione della portante che in questo modo trasporta l'informazione al ricevitore.

La portante può essere di tipi diversi, come onde radio, luce, ultrasuoni, vibrazioni, ecc. e queste portanti sono accomunate tutte dal fatto di essere delle onde, che si propagano, attraverso il mezzo verso cui sono rivolte. La frequenza dell'onda portante varia moltissimo, a seconda dell'impiego, nei giocattoli su usa di solito la zona attorno ai 27 Mhz o i 144 Mhz, o anche altre, per i giocattoli più evoluti.

Il trasmettitore genera la portante come una corrente elettrica alternata con la frequenza suddetta, la invia all'antenna; il ricevitore riceve dall'antenna una corrente elettrica alternata, ne filtra via le componenti non desiderate e la fornisce amplificata al circuito digitale per la decodifica e l'attuazione dei comandi.

Sin qui è tutto chiaro, No? Ritorniamo alla definizioni di corrente elettrica alternata:

https://it.wikipedia.org/wiki/Elettricit%C3%A0

In fisica ed elettrotecnica la corrente elettrica è uno spostamento complessivo, cioè un qualsiasi moto ordinato di cariche elettriche, definito operativamente come la quantità di carica elettrica che attraversa una determinata superficie nell'unità di tempo.
….Con la corrente elettrica si ha a che fare con cariche negative, gli elettroni, che scorrono in conduttori solidi, solitamente metallici. In altri casi si verifica uno spostamento di carica positiva, come ad esempio ioni positivi di soluzioni elettrolitiche. Dal momento che la direzione delle cariche dipende dal fatto che esse siano positive o negative, si definisce il verso della corrente convenzionale come la direzione del flusso di carica positiva. Tale convenzione si deve a Benjamin Franklin. Nelle applicazioni pratiche, comunque, il verso della corrente è importante per il corretto funzionamento dei circuiti elettronici, mentre ha un'importanza minore nei circuiti elettrici...
...La corrente elettrica, pur avendo un verso di percorrenza, è una quantità scalare perché non possiede una direzione...


Innanzitutto si nota che la scienza ufficiale parla di elettroni, e non è chiaro da dove nascano questi elettroni, dalla materia che li cede nei generatori? Non ci sembra davvero che avvenga questo, vedi l'esempio di sopra. Poi si parla dapprima di una direzione del flusso, e poi si dichiara che non possiede una direzione perché si tratterebbe di una quantità scalare, senza peraltro che tale concetto sia definito in qualche modo. Ma ha comunque un verso di percorrenza. Se è un flusso, per definizione scorre, ed avrebbe perciò un verso di percorrenza, ma la direzione dipenderebbe dalla carica, se positiva o negativa.

Vediamo ora cosa  avviene nel trasmettitore. Qui un circuito elettronico genera, come abbiamo detto, una portante ed un altro circuito ne sovrappone l'informazione da trasmettere. La portante altro non è se non una corrente elettrica alternata, la sua generazione può avvenire in diversi modi, ma è indubbio che tale corrente venga immessa tutta nell'antenna, sia la semionda positiva che quella negativa. Quindi in questa portante si trova la contraddizione sopra vista dove nonostante il cambiamento di segno, che vorrebbe che una delle due semionde provenisse dall' antenna, quest'ultima continua ad emanare verso l'esterno entrambe le semionde.

Ora vediamo l'antenna trasmittente. Di cosa si tratta? Nel caso più semplice è un pezzo di filo collegato ad un capo all'uscita del generatore della portante, e lasciato libero all'altro capo. Un filo trasferisce l'energia generata verso l'esterno. Dove e come? Non è qui la sede per un approfondito esame di questo, tra i più oscuri misteri della scienza, ma possiamo dire con certezza che l'esterno che raccoglie tale energia è uno “speciale spazio” attraverso cui un'onda può transitare.

Un'onda transita attraverso un mezzo “elastico” che si muove a seconda della pressione esercitata, e ne trasporta il movimento in modo trasversale, cioè influenza le parti vicine elasticamente, ma non varia la propria posizione assoluta. Basta pensare alle onde che scorrono su una superficie d'acqua, l'onda scorre, ma un oggetto galleggiante no, va solo su e giù.

Da questo deriva che l'onda si propaga sia quando sale che quando discende, ed anche che la sua velocità dipende dal mezzo attraverso cui transita. In particolare la semionda negativa non è in realtà negativa, ma solo esercita una pressione verso un senso, compensata nello stesso istante da una semionda nell'altro senso attuata con il ritardo dovuto alla intrinseca composizione del mezzo in cui transita. E viceversa.

L'antenna ricevente è anch'essa, nella forma più semplice, un filo collegato ad un capo al circuito elettronico ricevente e dall'altro lasciato libero. Tale filo raccoglie tutte le onde radio che sono presenti in quel posto, e l'intensità della corrente elettrica alternata raccolta dipende dalla lunghezza del filo, dalla frequenza dell' emissione e da altri fattori. Il circuito elettronico seleziona, mediante un filtro, la trasmissione della frequenza uguale a quella del trasmettitore, scartando le altre.

La corrente ricevuta è una corrente alternata con semionde positive e negative in successione, alla frequenza stabilita nel dispositivo. Quindi, secondo le correnti definizioni di corrente elettrica alternata, si pongono questi casi:

1) La corrente alternata ricevuta sarebbe sovrapposta ad una componente continua in modo che le semionde negative siano solo una abbassamento del valore di tale continua.
2) La corrente alternata ricevuta andrebbe in un senso per una semionda e nel senso opposto nell'altra, cioè prima proviene dall'antenna e dopo va verso l'antenna.
3) La corrente alternata sarebbe un'onda che transita attraverso il conduttore come mezzo di propagazione.

Queste situazioni sono tutte errate: la l) perché se si frappone un condensatore, o anche un trasformatore ad alta frequenza, tra l'antenna ed il circuito ricevente nulla cambia sul trattamento del segnale a valle, l'eventuale componente continua sovrapposta verrebbe eliminata dai suddetti componenti.
La 2) è falsa perché è evidente che il circuito ricevente per definizione riceve, quindi non può generare la semionda nella direzione opposta. E questo darebbe luogo, se fosse vero, ad una trasmissione ad alta energia per una semionda e a bassa per l'altra  nel senso opposto.
La 3) è falsa in quanto presupporrebbe che il conduttore si comporti, nei confronti della corrente elettrica, in modo elastico. La propagazione avrebbe quindi una velocità diversa a seconda del materiale e, in ogni caso, non ci sarebbe differenza tra la corrente elettrica e l'onda radio, o elettromagnetica secondo la definizione attuale.

Una ulteriore considerazione va fatta esaminando il sistema più semplice di estrazione dell'informazione trasmessa con la portante. Si tratta di un diodo, che lascia passare la corrente elettrica durante una semionda e non durante l'altra. Con una opportuna funzione di integrazione della corrente così trattata, si ottiene una nuova corrente che rappresenta l'informazione trasmessa, la più semplice risulta essere quindi, una serie di impulsi intervallati.

Ma se il senso di percorrenza della corrente elettrica cambia durante le successione delle semionde, allora il diodo, per agire correttamente, dovrebbe avere lo stesso orientamento elettrico della trasmissione in arrivo. In parole povere, possiamo ribaltare l'antenna, che vuol dire cambiare di segno la sequenza in arrivo, che nulla cambia nel processo a valle.

Pertanto non esiste un riferimento assoluto per la polarità istantanea della corrente elettrica, la sua polarità è perciò trasportata come informazione aggiunta al voltaggio, e può essere solo la presenza dello “spin” a definire con precisione la relativa polarità delle semionde.




Il circuito risonante. (LC)


https://it.wikipedia.org/wiki/Risonanza_elettrica

In un circuito a corrente alternata, la risonanza elettrica è un fenomeno stazionario che si manifesta ad una frequenza f0f_0 in cui la reattanza capacitiva 1/ωC e la reattanza induttiva ωL sono di uguale modulo, costringendo l'energia ad oscillare tra il campo magnetico di una induttanza ed il campo elettrico di un condensatore.

La risonanza si instaura allorché, considerando un circuito chiuso e senza perdite, il campo magnetico presente nell'induttanza genera, per via del suo naturale decadimento, una corrente elettrica autoindotta nel proprio avvolgimento che, scorrendo attraverso il circuito chiuso, carica il condensatore; a sua volta il condensatore, scaricandosi, fornisce la corrente elettrica che, attraverso l'avvolgimento dell'induttore, rigenera il campo magnetico iniziale nello stesso: ripetendosi indefinitamente tale processo, si assiste all'instaurarsi del fenomeno della risonanza. Il pendolo meccanico ne è una analogia.


Per inciso il pendolo meccanico, la risonanza elastica e la risonanza elettrica non sono una analogia, ma sono equivalenti, perché esistono grazie alla stessa proprietà elastica della struttura che sta alla base della realtà, quella stessa struttura che permette alle onde radio e alla luce di transitare nello spazio vuoto.

Ora, consideriamo per un momento il concetto di energia. L'energia o esiste o non esiste e quindi è zero. Quando l'energia vede consumarsi il proprio valore, la sua grandezza decresce sino a zero. Non va oltre, non diventa negativa, perché questo significherebbe che l'energia stessa riceverebbe un apporto da una sorgente immaginaria. Quindi l'energia è sempre e soltanto positiva. Ed anche l'energia elettrica o corrente elettrica. L'artificio che alcuni utilizzano, un reame immaginario, permette di descrivere qualunque cosa, tanto varrebbe dichiarare che le propria teoria arriva direttamente dall'immaginario.

Cosa differenzia nella realtà l'energia che proviene da diverse fonti? La direzione, lo scorrimento della corrente elettrica. Osservando un circuito risonante LC possiamo constatare che i due elementi che lo costituiscono, l'induttanza L ed il condensatore C, si scambiano reciprocamente l'energia di partenza. Una energia, o carica elettrica, che è stata inserita nel circuito, qualunque sia la sorgente, e che ne rimane imprigionata passando ciclicamente da un componente all'altro.

Vi sono molte formule matematiche che ne descrivono il funzionamento, ma, per ottenere delle spiegazioni convincenti, introducono una grandezza, una astrazione, che in realtà non esiste. Non esiste una oscillazione una volta positiva e poi negativa, L'energia è sempre la stessa, non può mutarsi in un'altra forma. L'unica cosa che può fare, e che fa, è di scorrere di volta in volta da un componente all'altro, ciclicamente.
L'unica sua vera variazione è la riduzione del proprio valore a causa delle inevitabili perdite resistive dei componenti L e C.

Se noi guardiamo il flusso della corrente elettrica, che passa attraverso la connessione tra i due componenti, in modo per così dire longitudinale, osserviamo che tale flusso si inverte in modo ciclico, ma se noi osserviamo l'andamento della corrente elettrica dall'esterno, in modo per così dire trasversale al flusso stesso, cioè prelevando una parte della corrente elettrica in circolazione, cosa vediamo?

Nella spiegazione attuale vediamo una pulsazione per metà tempo positiva e per l'altra negativa, ma questo è impossibile, non si è verificato un tale cambiamento nell'energia, è solo intercorso un cambiamento della direzione. Quindi la formulazione attuale ritiene che la polarità sia sinonimo di direzione. Ma nel caso del prelievo di corrente elettrica dal circuito LC in modo trasversale la direzione è sempre la stessa e quindi a cosa corrisponde la polarità?

E' evidente che ci sia una contraddizione, la polarità non può essere una volta la direzione e l'altra no, quindi è necessario rivedere il concetto stesso di carica elettrica e di corrente alternata.


Tale contraddizione scompare con il modello di energia elettrica che prevede lo “spin”. In questo caso lo “spin” delle cariche che scorrono all'interno del circuito LC è sempre lo stesso, ma viene visto nel modo trasversale provenire una volta da un senso e successivamente dall'altro. Appare quindi ruotare alternativamente nelle opposte direzioni, dando luogo ad una corrente elettrica alternata rappresentata da un valore che sale da zero sino ad un massimo, per poi discendere fino a zero e riprendere il ciclo, sempre positivo, contraddistinto però da uno “spin” alternato.


I magneti permanenti.


Vi sono alcuni materiali genericamente descritti come ferromagnetici, che hanno la proprietà di trattenere in modo permanente un così detto campo magnetico. Si tratta in realtà di un campo elettrico della stessa natura della gravità, ma continueremo ad usare detto termine, per l'abitudine corrente. Solenoide significa avvolgimento di filo elettrico isolato.

Un materiale per magneti permanenti quando viene sottoposto ad un forte campo magnetico generato da un solenoide, o anche da un altro magnete permanente, raccoglie all'interno una parte del campo indotto e lo trattiene in modo permanente.

Una barretta di ferro, ad esempio, risulterà magnetizzata e si formeranno due poli opposti alle estremità, lungo l'asse di magnetizzazione. Tale campo si estende anche al di fuori della barretta, riducendosi ed allargandosi man mano. Se questo campo esterno incontra un altro pezzo di ferro, lo attira in quanto in tale modo il campo stesso può espandersi oltre il precedente limite fisico della barretta. (Naturalmente l'azione meccanica consuma una parte del magnetismo presente, ricordiamoci che magnetismo è sinonimo di gravità quindi di movimento. Questo è il motivo per cui i motori che usano solo magneti permanenti dopo un po' di tempo non funzionano più)

Il campo magnetico si espande per allontanare il più possibile tra loro le estremità polarizzate che si addensano verso il limite del metallo che è stato magnetizzato. Ma questo campo, una volta raggiunto il proprio equilibrio, non agisce ulteriormente, e' statico, rimane congelato in attesa di agire se avviene uno stimolo esterno.

E' molto evidente che il campo sia statico, perché se si misura tale campo lungo il magnete si verifica che il valore decresce sino ad essere assente nell'esatta metà della distanza tra i due poli. Se si trattasse di un flusso, come l'acqua in una conduttura, tale flusso riempirebbe tutto lo spazio disponibile, e non sarebbe congelato in una distribuzione così non lineare.

Anche il campo generato da un solenoide agisce in questo modo, non c'è nessuna differenza tra i due generi di campo, il permanente e l'indotto.

Si evince quindi che la formazione di corrente elettrica avviene con la variazione del campo, occorre che questo campo vari, sia in modo meccanico con il cambiamento di posizione del solenoide che fabbrica la corrente elettrica, che attraverso il campo stesso, ossia con la variazione del campo di un altro avvolgimento o solenoide, vicino al quale il primo solenoide è posto. Cioè come avviene nelle macchine elettriche, sia generatori che trasformatori.

Tuttavia il campo magnetico ha una polarità, almeno in apparenza, i poli all'estremo della barretta del magnete sono chiaramente di natura opposta, ma se il campo è statico la polarità non può derivare dalla direzione del movimento del flusso. Il campo deve essere caratterizzato da un altro parametro, lo “spin” di cui abbiamo appena parlato.


Il campo magnetico trasferisce la sua polarità attraverso lo “spin”, sia ad altro campo magnetico, che alla corrente elettrica che si genera attraverso la propria variazione del valore del campo stesso.

I fulmini.


I fulmini sono delle gigantesche scintille, scariche elettriche di enorme potenza. Queste enormi cariche elettriche vagano nell'aria sino a scaricarsi verso il suolo. Fanno questo perché il potenziale elettrico del suolo è più basso e quindi la scarica trova un percorso più facile. Ci sono tuttavia anche fulmini che si scaricano nell'atmosfera ed altri, rari che si scaricano nella stratosfera.

Tutta l'elettricità che il fulmine trasporta si accumula quindi a terra, salvo una parte dissipata in calore. Quindi la Terra, come pianeta, continua ad assorbire ingenti quantità di cariche elettriche e si comporta come un condensatore e, di conseguenza, l'intera atmosfera funge da dielettrico rispetto l'altra placca del condensatore che è lo spazio esterno. Tutto sul pianeta è immerso in questo campo di cariche elettriche, che Tesla aveva scoperto e che aveva reso possibile estrarre come “free energy”.

Vedere l'appendice 3 sull'esperimento del filo nel satellite.

Essendo perciò il movimento delle cariche elettriche dei fulmini rivolto quasi interamente verso il basso, lo “spin” della corrente elettrica ha perciò lo stesso segno. Un determinato segno, fisso. Salvo quanto accade per i rari fulmini che vanno verso l'alto, ma la loro influenza è trascurabile.

Le macchine elettriche che producono corrente alternata dotano in modo automatico la corrente che fabbricano dello “spin” alternato, attraverso vari procedimenti. Non è così per i dispositivi che generano corrente continua. Alla formazione delle cariche elettriche, che derivano sempre da qualche atomo, attraverso il passaggio intermedio del plasma, lo “spin” non è definito o è assente. Ma nell' atmosfera ci sono le cariche elettriche del condensatore Terra, anche se in numero molto più basso. E queste sono tutte dotate dello stesso “spin”, perciò influenzano le nuove cariche e le orientano allo stesso modo, determinando quindi a quale direzione dello “spin” noi, in seguito, attribuiamo la polarità positiva.


Ben Boux.



Appendice 1.

I fulmini globulari.


Esiste una vasta documentazione sui così detti fulmini globulari. Sono chiamati fulmini in quanto la loro apparizione coincide spesso con i fulmini tradizionali. Ai ricercatori tuttavia sfugge il fatto, peraltro ben documentato da riprese fotografiche, che i fulmini originano proprio da queste formazioni globulari, che si formano in cielo, nei temporali ed anche nelle eruzioni vulcaniche.

Rimando la trattazione sui fulmini al saggio: http://www.lanuovaumanita.net/fulmini-e-free-energy..html

Ci occupiamo ora solo delle piccole bolle che si possono generare in laboratorio con il granito.

Vi sono in natura del cristalli che hanno la proprietà di convertire una forma meccanica direttamente in corrente elettrica, Per alcuni la proprietà è simmetrica, possono cambiare forma se sottoposti ad una corrente elettrica e questa proprietà si chiama piezoelettricità. Il quarzo, ossido di silicio, è uno di tali cristalli, ed è da molto tempo utilizzato, ad esempio per i vecchi pick-up dei giradischi, per gli accendini, per oscillatori elettronici, negli orologi, e nella maggiore parte degli apparecchi elettronici, ecc, ecc.

La corrente elettrica generata fluisce attraverso gli atomi del cristallo con una direzione ed una polarità obbligata della struttura ordinata del cristallo stesso. Ai lati del cristallo apposite placchette metalliche raccolgono tale corrente elettrica, pur se il cristallo stesso non è un conduttore elettrico, la corrente passa attraverso il cristallo, come attraverso un filtro che ne mette in ordine la direzione, lo “spin”.

Il granito è una roccia che contiene nel proprio amalgama innumerevoli piccoli cristalli di quarzo. Questi, ovviamente, sotto una forza meccanica, come una pressione, producono della corrente elettrica. Tuttavia il plasma che sempre si forma durante il passaggio tra generazione di cariche e conversione in corrente elettrica, si trova a contenere corrente elettrica in formazione senza una direzione e senza uno “spin” essendo ciascun cristallo così piccolo da non determinare un allineamento.

Si forma allora una nube di plasma, che attraversa la roccia di quarzo senza esserne influenzata e rimane a galleggiare nell'atmosfera sino a quando o si trasforma in una scintilla o si disperde nel mare di cariche di corrente elettrica che è già presente.

Le altre vari manifestazioni di fulmini globulari hanno un decorso simile, compresi i tradizionali fulmini, come descritto nel saggio indicato.

Appendice 2.

L’induttanza.


Gli elementi conduttori in presenza di una carica elettrica reagiscono opponendo alla nuova pressione una contro pressione che si dispone all’esterno dell’atomo formando un campo elettrico tutto intorno. Questo meccanismo è simmetrico, un atomo conduttore immerso in un campo elettrico reagisce formando una carica elettrica al suo esterno che bilancia la pressione che è stata indotta.

Di conseguenza se continuo ad immettere cariche elettriche nel conduttore, le cariche nuove spingono le precedenti verso gli atomi contigui, che a loro volta reagiscono con la formazione di nuovo campo elettrico che si va ad aggiungere al precedente.
Il campo elettrico generato si espande rimbalzando da un atomo all’altro sino alla fine del conduttore, perciò in un solenoide, o in una placca del condensatore, il campo elettrico si forma attorno tutto il conduttore istantaneamente per ogni singola carica che viene immessa.

Se continuo ad immettere cariche elettriche vengo ad occupare tutti gli spazi disponibili nel metallo, al raggiungimento del massimo, che è il valore che definisce l'induttanza dell’avvolgimento, la nuova pressione causata dall’immissione di ulteriori cariche elettriche provoca un indebolimento del guscio dell’atomo con la fuoriuscita di parti dell’energia interna, e quindi il metallo comincia a scaldarsi, cioè interviene l’effetto resistivo.

Una immissione di grosse quantità di carica in determinati metalli può provocare la demolizione degli atomi stessi che si riorganizzano in equilibri più stabili, cioè il metallo trasmuta in un altro elemento, come esempio tungsteno verso neon.
Vi sono elementi o composti che hanno la proprietà di concentrare al proprio interno il campo elettrico, come ad esempio il ferro e suoi composti.

Questa azione di concentrazione permette al conduttore posto vicino di ospitare un maggior numero di cariche elettriche, perché mano a mano che si forma il campo elettrico di bilanciamento, questo viene assorbito dall’elemento che forma il nucleo, mantenendo l’equilibrio attorno agli atomi conduttori, che sarà perciò composto da tre componenti, carica elettrica, campo elettrico di bilanciamento dell’atomo e campo elettrico supplementare assorbito dal metallo adiacente, cioè il nucleo.

Se continuo ad immettere nuove cariche, mano a mano vengo ad utilizzare tutta la capacità di assorbimento del nucleo, e quindi si ripresenta il comportamento invasivo dell’equilibrio all’interno degli atomi del conduttore, e quindi viene generato del calore: si è raggiunta la saturazione del nucleo. Il processo descritto è l’aumento dell'induttanza di un avvolgimento causato dalla presenza di un nucleo di ferro (o altro materiale dal comportamento similare) all'interno.

Il processo è simmetrico, agli inizi della radio si usava inserire all’interno di bobine antenna per onde medie e lunghe dei nuclei in ferrite (piccoli cristalli di ferro immersi in ceramica) per ottenere un segnale più forte. Il campo di onde radio era sempre lo stesso, ma la ferrite ne concentrava le linee di flusso inducendo nel solenoide una quantità di cariche elettriche molto più alta, questo è un esempio di concentrazione di linee di campo elettrico.

Il trasformatore.


Il trasformatore è simile all'induttanza, ne differisce perché presenta due (o più)
avvolgimenti, generalmente sovrapposti, e lavora con una corrente alternata. Consideriamo il primo avvolgimento, detto primario: è una induttanza a tutti gli effetti, ma se si alimenta una induttanza con una carica variabile nel tempo, a corrente alternata, non si raggiunge mai l'equilibrio tra corrente immessa e campo elettrico generato in quanto la variazione va da un valore zero ad uno massimo per poi discendere fino a zero, di conseguenza la corrente (quantità di cariche) non si incrementa, in quanto quella assorbita viene annullata da quella che si genera dalla variazione del flusso stesso nel primario.

Viene in sostanza creato un campo elettrico sempre variabile, di valore dipendente
dalla differenza di potenziale delle cariche elettriche in arrivo, ma di quantità nulla
per il fatto che il campo elettrico creato per ripristinare l'equilibrio è sempre
mutevole e circoscritto. La corrente alternata ha una sequenza di sviluppo del potenziale secondo il percorso di un cerchio e può essere rappresentata matematicamente come una funzione sinusoidale.

Ora, l'avvolgimento secondario è anche esso immerso nello stesso campo elettrico,
generato dal primario, in esso di conseguenza vengono indotte le cariche elettriche
equivalenti, ma queste rimangono inattive, non potendo muoversi da nessuna parte.
Se applichiamo un carico al secondario, le cariche cominceranno a muoversi dentro
di esso e quindi il secondario convertirà il campo elettrico in cui è immerso in
corrente elettrica verso l'utilizzatore.

Di conseguenza si viene ad interrompere l'equilibrio tra la carica presente sul
primario ed il campo elettrico da questa rigenerato, quindi il primario diventa in grado di assorbire nuova ed ulteriore carica elettrica, venendo a diminuire la corrente auto generata. In pratica il primario assorbe la corrente dal generatore in funzione di quella che l'utilizzatore richiede ed il passaggio è duplice, il primario converte in modo statico la carica elettrica in campo elettrico all'esterno di sé ed il secondario immerso anch'esso nel medesimo campo elettrico, lo assorbe per riconvertirlo in cariche elettriche verso l'utilizzatore, ma con un eventualmente diverso rapporto tra tensione e corrente.

Il condensatore.


Il comportamento degli elementi isolanti spiega facilmente come funziona il condensatore, il materiale, sottoposto alla pressione della corrente elettrica, la immagazzina all'interno degli atomi, nel fare questo si produce un aumento di pressione mantenuta dal guscio. Nel momento che smetto di introdurre la corrente entrante, gli atomi liberano la loro pressione restituendo le cariche accumulate sotto forma di corrente elettrica di scarica.

Ma se invece continuo ad immettere altra corrente, cioè aumento la pressione, sino al punto che la capacità di contenimento dell'atomo non è più sufficiente, lo schermo si indebolisce e quindi l'energia accumulata all'interno e la precedente energia che formava la parte interna dell'atomo fuoriescono e si diffondono all'esterno, provocando una reazione similare negli atomi adiacenti, sino ad esaurimento della pressione. Questo processo è la scarica attraverso il dielettrico che avviene se la tensione supera l'isolamento.

Questa tecnica è alla base del procedimento “charge cluster” che può fornire consistenti quantità di energia, proprio demolendo la barriera di contenimento dell'atomo, con dei procedimenti non invasivi come il bombardamento dell'atomo ad alta temperatura  che propone la scienza oggi.

Appendice 3.

Sistema del satellite a filo.


Da http://www.francomalerba.it/profilo/missione.htmIl

Il satellite Tethered, ovvero "satellite a filo", è stato lanciato per il suo primo volo di prova durante la missione STS-46 dello Space Shuttle. Questa missione, alla quale ha partecipato per la prima volta un astronauta italiano, rappresenta il primo progetto di grande complessità e sofisticazione intrapreso in cooperazione tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America dall'inizio del programma Space Shuttle nel 1981.

Il satellite Tethered è stato sviluppato dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il dispositivo di lancio dalla NASA (National Aeronautics and Space Administration). La strumentazione scientifica sul satellite e nella stiva dello Shuttle è stata progettata e realizzata da università e centri di ricerca con finanziamenti della NASAe dell'ASI.

Durante il volo inaugurale il satellite Tethered, attaccato ad un cavetto elettrico, doveva essere lanciato fuori dalla stiva e "filato" come un aquilone fino a venti chilometri sopra allo Shuttle in volo orbitale a 300 chilometri. Dopo un periodo di volo di circa quindici ore in questa formazione, il satellite doveva essere riportato nella stiva ricuperando il filo.

Il sistema a filo può creare differenze di potenziale elettrico fino a 5.000 volt tra il satellite e lo Shuttle, le due estremità del filo conduttore, che si sposta attraverso il campo magnetico terrestre alla velocità di 26.000 chilometri all'ora. La strumentazione scientifica del satellite e dello Shuttle misura questi fenomeni elettromagnetici e fornisce informazione sui meccanismi di raccolta di cariche da parte di corpi ad elevato potenziale elettrico nello spazio......


Non sembra, in realtà, soddisfacente la spiegazione fornita per la formazione di tale corrente elettrica, intanto perché si parla di ioni, che vuol dire atomi carichi di elettricità, senza peraltro trovare una ragione della loro presenza, e poi perché sembra sia necessario compensare questa corrente mediante l'emissione di altro gas ionizzato. Tuttavia l'esperimento dimostra che esiste della corrente elettrica libera e che un conduttore immerso in questa “atmosfera” è in grado di raccoglierla senza che il circuito elettrico si chiuda, come avviene usualmente. D'altra parte le antenne radio non agiscono anch'esse in un modo simile? La differenza è che il filo raccoglie corrente continua e l'antenna corrente alternata, ma entrambi sono dei circuiti “aperti”.

Questa corrente elettrica è stata creata dai fulmini e rappresenta il veicolo che Tesla aveva utilizzato per i suoi esperimenti, avendone individuato la presenza, grazie ai suoi approfonditi studi sui fulmini stessi. Tesla aveva anche trovato le prove che fosse questa corrente elettrica libera nell'”atmosfera” a permettere ai generatori elettrici a corrente alternata di funzionare. In effetti se il plasma da cui si origina la corrente elettrica non viene polarizzato, tutta l'energia contenuta si scarica semplicemente come calore senza formare la corrente elettrica.







 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu