Pasqua 2018 - La nuova umanità

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Pasqua 2018

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E' molto probabile che questa sia l'ultima Pasqua festeggiata con la tradizione della Vecchia Terra e non è detto che nella Nuova Terra sarà ancora festeggiata. La Pasqua va vista come inno alla vita, alla rinascita ed al rinnovamento, non come la festa in ricordo di un martirio. Il tradizionale sacrificio dell'agnello è questo che ricorda, un atto di morte, non di rinascita.

Tra le più antiche comunità cristiane, l'agnello era sulle spalle del pastore che simboleggiava l'anima salvata da Cristo. L'Agnello sulle spalle del pastore è un segno di compassione e di cura per la nuova vita che Cristo ha fornito.

Quando venne Gesù, cercò di ispirare le persone ad una nozione più alta di sacrificio. Invece di sacrificare alcuni poveri animali che non hanno fatto del male a nessuno, ha insegnato alla gente a sacrificare il proprio animale interiore e a desiderare che sia la macellazione dell'animale interiore a fornire tali energie, che sono le più preziose e possono essere utilizzate nel lavoro spirituale. Coloro che capiscono questo sono sulla strada per ascendere; quelli che non lo capiscono sono ancora bloccati nelle bancarelle o nelle gabbie - simbolicamente parlando - insieme ai loro animali che sacrificano e non fanno nulla per contribuire ad un maggiore accrescimento della loro anima, nell'oscurità.

Propongo quest'anno di accettare il sacrificio interiore con una nuova vita basata sulla compassione e la responsabilità per la vita degli animali e degli altri e diventare il migliore! Come vogliamo avere la pace nel mondo e nei nostri cuori, se abbiamo nel piatto il "prodotto della guerra"?.

Da Papa Francesco: “Tra le comunità cristiane più antiche, l’agnello era rappresentato sulle spalle del pastore e simboleggiava l’anima salvata da Cristo. La sua uccisione per Pasqua non ha alcun fondamento nella tradizione cristiana, semmai ha radici nel Vecchio Testamento. È un rito cruento, in forte contraddizione col concetto di Resurrezione, che porta con sé il rinnovamento della fede e della speranza. È un rito non necessario in una società, la nostra, già impregnata di violenza e di morte, che serve soltanto a soddisfare gli interessi dell’industria alimentare.”





 
 
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